GaspareScimò

Amo Alessandra, i miei figli e scrivere. Il resto mi serve solo a far meglio queste tre cose.

– Gaspare, visto che oggi è il tuo compleanno, decidi tu. Che vuoi mangiare stasera? – Vero mamma? Posso decidere tutto quello che voglio? – Sì, tutto quello che vuoi – disse mamma. Papà se ne stava sulla sdraia (a casa la chiamavano così) a guardare la sua puntata quotidiana di Star Trek. – Sì …

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Nonno era Amedeo Nazzari. Nonna era la signora Minù. Nonno era due mani nere sporche di officina. Nonna era due mani ad artiglio per l’artrosi. Nonno era tre parole e un’imprecazione. Nonna era il dialetto romano, nonostante decenni di vita in Sicilia.

Me ne stavo col culo poggiato sul bagagliaio dell’auto, in uno di quei momenti vuoti che solo una sigaretta sa riempire di significato. Poggiai la mano sul fianco e dopo aver tastato la forma rettangolare del pacchetto, ho aperto la tasca del giubbotto e l’ho tirato fuori. Sul fronte c’era stampato un pezzo di polmone …

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