GaspareScimò

Amo Alessandra, i miei figli e scrivere. Il resto mi serve solo a far meglio queste tre cose.

Onestamente, non mi sento uno scrittore.
Scrivo, ma credo che essere uno scrittore sia una cosa molto più seria, molto più complessa di quello che faccio io.
Prendo le parole che mi ha dedicato la dirigente scolastica come un augurio.
L’augurio di diventarlo per davvero, uno scrittore, e di sentirmici.
E se non dovessi farcela mai, pazienza, cosa c’è di più bello che essere adulto e continuare a sognare?

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