GaspareScimò

Amo Alessandra, i miei figli e scrivere. Il resto mi serve solo a far meglio queste tre cose.

– Oggi è la festa del papà! – ha esclamato Moreno. Rideva felice, manco fosse Natale.
– Papà, ma ti devo ripetere la poesia che ci hanno fatto fare a scuola?
– Sì.
– Adesso?
– Quando vuoi.
– Allora facciamo che prima la devo ripassare, va bene?
– Va bene.
Poi, torna da me con un foglietto in mano, “La pagella del papà” c’è scritto bello grande sopra.
-Tieni, questo è il tuo regalo – dice.
Mi porge questo cartoncino, e si vede che non ce la faceva più ad aspettare.
Mi basta dargli un’occhiata e capisco subito che sono finiti i tempi delle letterine sotto il piatto, quelle dei buoni propositi a cui non credevamo neanche noi da piccini, tipo “Papà, ti prometto che d’ora in poi non ti farò disperare mai più e farò per sempre il bravo…”.
Oggi la scuola ribalta tutto, e così i bambini compilano una pagella nella quale giudicano il genitore. Su tutto. Come cucina, come si veste, come guida, se aiuta nei lavori domestici, se aiuta a fare i compiti, se fa le coccole, se legge, c’è perfino un voto sulla pazienza. E lì si che ho temuto il peggio. Altro che pagella, questo è uno schema di valutazione scrupolosissimo. Che ne so, tipo test d’ingresso per aspiranti agenti speciali dell’FBI. Leggo voto per voto con un po’ di ansia. Sia per la domanda che per la valutazione ricevuta e per lo spazio per il commento che fortunatamente è rimasto in bianco. Mi aspetto di tutto, che siano perfino arrivati a chiedere una valutazione sull’emissione di peti e che possa saltare fuori che sono il papà scorreggione dell’anno. Che ansia!
– Moreno, scusa alla guida quanto mi hai messo, che non lo capisco che hai scritto.
– 10, papà.
– Ti ho messo tutti 10, però anche due 5.
– Ah! E in cosa?
– In sportività e in fantasia.
Sul perché mi abbia messo 5 in sportività, non glielo chiedo neppure, ma sulla fantasia voglio andare a fondo.
– E come mai 5 in fantasia?
– Perché tu non dipingi. E la maestra ha detto che fantasia è tipo dipingere.
– Ok.
In fondo non so nemmeno disegnare un cerchio, quindi mi sta bene e poi tutto sommato un 5 è quasi una sufficienza, però sono ostinato e voglio capire di più.
– È come mai proprio 5? – chiedo.
– Perché i voti erano da 5 a 10.
Non insisto, oltre. Tutto sommato, per quest’anno, mi è andata a finire bene, quindi lo ringrazio.
– Grazie Moreno, soprattutto per il 10 in pazienza, quello so di non meritarlo.
– Però gli altri sono veri, papà.
Ne ho già abbastanza di questa festa del papà, poi interviene Havana e dice – Papà io ti ho messo tutti 10.
Havana sorride e io dico – Anche a te hanno fatto fare la pagella del papà?
– No, a me hanno fatto colorare un disegno di un signore che fuma. Te lo immagini – dice lei con l’aria da donna vissuta – Uno che fuma! Che io gliel’ho detto alla maestra che il fumo fa male. Si vede che la maestra è proprio una un po’ distratta.
– Va be’, non ti preoccupare. È bello perché lo hai colorato tu.
– Se vuoi ti faccio anche io la pagella papà!
– No no, va benissimo il signore che fuma.

Una risposta a "La pagella del papà"

  1. laurettafilippi ha detto:

    Ma che bambini fantastici😊😊

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