GaspareScimò

Amo Alessandra, i miei figli e scrivere. Il resto mi serve solo a far meglio queste tre cose.

Questo 25 aprile lo stiamo trascorrendo in un residence di casette mobili vicino al mare, a Mazara del Vallo. Abitazioni così simpatiche, sia dentro che fuori, ma che mi hanno fatto venire i brividi ogni volta che pensavo a tutte le persone che sono costrette a viverci per anni.
Di giorno sembra di trovarsi nella giungla equatoriale; di notte all’interno di un igloo. Roba che devi seppellirti sotto un imprecisato numero di coperte di lana. Tutte quelle che trovi in quegli stipetti, stretti stretti, che fungono da armadi. E la disperazione per il freddo è tale che ti butti addosso quelle coperte fregandotene altamente di chi le abbia usate prima, e soprattutto di dove e come siano state conservate, prima di buttartele addosso. Un’altra cosa, molto simpatica, è il fatto che queste casette tendono a dondolare a qualsiasi movimento, o colpo di vento, provocando dei sobbalzi simili alle scosse di un terremoto di media potenza. Anche questo fatto mi faceva tornare con il pensiero a tutti quelli che vivono in sistemazioni simili perché sfollati da zone terremotate e se il tremore infastidiva me, soprattutto di notte, non oso immaginare chi ha vissuto sulla propria pelle la tragedia di vedere la propria casa e il proprio paese distrutto. Non parliamo poi del fatto che l’effetto tremore dell’unità abitativa, limita tantissimo il numero e la durata dei rapporti amorosi tra le coppie, a meno che non si decida di trasformare la casa in uno shaker.
Bene, lasciando da parte la casetta mobile, la cosa che più di ogni altra mi ha incuriosito è stata osservare i miei vicini di casa. Ognuno nel suo spazietto, con tanto di patio, giardinetto e barbecue.
Da una parte c’era una famiglia tedesca e dall’altra una famiglia di siciliani DOC; io stavo nel mezzo a godermi lo spettacolo. Roba da National Geographic. Per la serie “Etnie a confronto”. Mi sembrava di stare davanti al televisore e immaginavo anche la descrizione del programma pigiando il tasto INFO sul telecomando: “Wild People: dopo l’ultimo speciale dedicato alla vita nomade dei Masai, oggi scopriremo quali sono le reazioni dell’uomo occidentale costretto ad abbandonare per qualche giorno la propria dimora abituale.”
Insomma, comincio a girare la testa da una parte e dall’altra come se stessi guardando un incontro di tennis.

La casa della famiglia tedesca è in perfetto ordine, sembra che sia stata appena assemblata e consegnata ai clienti. Tutto è perfetto, perfino i fili d’erba del giardino, non ce n’è uno più alto o più basso di un millimetro. Marito e moglie sono seduti sulla sdraio, leggono un libro sfogliando le pagine in perfetta sincronia e ogni tanto un stappano una bottiglia di birra. Nessun figlio.

La casa della famiglia siciliana balla continuamente, ci sono un numero imprecisato di persone che entrano ed escono urlando. Bambini, adolescenti, adulti e anziani. C’è anche una vecchia nonna su una sedia a rotelle e uno Yorkshire con tanto di elastico e ciuffo in testa. La stradella che consente l’accesso alle abitazioni è stato bloccato da una Golf dalla quale, da ore, si scaricano sacchetti della spesa e borsoni di ogni formato. Il giardino, in più punti, è stato concimato dallo Yorkshire che lascia cacate come se fosse un mulo e dentro casa, tra le urla, ogni tanto si sente il rumore di qualcosa che si rompe.

Dall’altra parte, la signora tedesca entra in casa per prendere due birre; il marito sistema le bottiglie vuote in un angolo. Una dietro l’altra, coperte e allineate, manco fossero una compagnia di soldati del Terzo Reich. Poi si mettono di nuovo seduti e tornano a leggere.

La famiglia siciliana sembra misurare la propria scala gerarchica, all’interno del proprio nucleo, (che in effetti potrebbe essere definita una vera e propria comunità) in base a tre fattori fondamentali: panza, tatuaggi e sopracciglia.

– La panza non può essere una panza qualunque e per essere rispettabile deve mantenere dei precisi standard e quindi:
1° non deve essere solo grossa e basta, ma deve avere la forma di una gigantesca anguria;
2° deve essere dura, anzi durissima;
3° non deve compromettere il resto del corpo, gambe, spalle, braccia devono mantenere dimensioni normali;
4° il portamento. Se hai la panza giusta devi saperti annacare (dondolare/atteggiare) nel modo giusto altrimenti sei uno che non vale niente.

– I tatuaggi sono un altro elemento che fa la differenza tra una persona qualsiasi e una che conta. Religiosi; tribali; ritratti; old school; fantasy; floreali; realisti; letterari. Non conta lo stile, ma la quantità. Puoi avere Padre Pio con le mani giunte su un braccio, una geigha seminuda nell’altro e la scritta “Rosy sei la mia vita” dietro al collo. L’importante è essere pieno di tatuaggi.

– Le sopracciglia con le ali di gabbiano, si sa, sono un classico su cui non ci si può sbagliare, però oggi si può fare molto di più: zig zag, spezzate, a codice a barre. E ancora in tutte le varianti possibili di volo di gabbiano : picchiata, planata, virata a destra o a sinistra. L’importante è che siano sottili. Il più possibile, e soprattutto che non si noti la ricrescita tutto intorno. E se poi, col tempo non crescono più, ce le si può sempre fare tatuare. Del resto, un tatuaggio in più o in meno, cosa vuoi che sia.

Ovviamente queste regole valgono per i maschi e basta perché le femmine non contano un cazzo. Loro fumano, urlano e soprattutto cucinano. Il più delle volte simultaneamente. Tutto qua.

Ogni tanto, i tedeschi si alzano, spostano la sdraio a favore del sole e riprendono a leggere.

La famiglia di siciliani tocca diversi argomenti. Si parla di CAlcio, di CAni, di CAse, di CAmper, di CAccia, di CAmion… All’ennesimo argomento – dove ognuno tenta di dimostrare di saperla più lunga dell’altro – mi accorgo che tutto quello di cui parlano comincia con CA. E mi convinco che sarà una questione di coerenza, considerando che non fanno altro che dire tutta una serie di CAzzate.

Ogni tanto, i tedeschi si alzano e si sgranchiscono, poi si ridistendono e riprendono a leggere.

Sopra la casetta dei siciliani c’è una nube per metà composto dal fumo del barbecue e metà dalla friggitrice – che si sono portati da casa. Tutto il giardino si è trasformato in una discarica e per la milionesima volta, c’è qualcuno che ripete che si devono fare i conti per dividere la spesa e qualcuno che ripete- Poi ne parliamo.

Anche i tedeschi pranzano, o almeno si mettono seduti a tavola e prendono qualcosa da un piatto, ma non si capisce bene se stiano mangiando davvero. Sembra che fingano di portare qualcosa alla bocca. Giusto due, tre forchettate, poi si ridistendono sulla sdraio e riprendono a leggere. Sereni come se tutto intorno regnasse il silenzio più profondo.

La famiglia di siciliani, adesso, è nel panico più totale, non si trova più Chicca, lo Yorkshire. La nonna sulla carrozzina si e cacata addosso e le stigghiola sul fuoco si sono bruciate. Ormai la giornata finì a schifio.

La famiglia di tedeschi finisce il libro, stappa una nuova birra e inizia a leggere uno nuovo libro; per i siciliani invece comincia la parte più difficile della giornata: è giunto il momento di fare i conti per dividere la spesa.

Qualunque siano le vostre abitudini in questa giornata, i vostri tatuaggi, le vostre sopracciglia e dovunque vi troviate in questo momento, auguro a tutti voi un buon 25 aprile. Di sicuro, durante il tempo di questa lettura eravate più simili ai miei vicini tedeschi.

25 aprile

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