GaspareScimò

Amo Alessandra, i miei figli e scrivere. Il resto mi serve solo a far meglio queste tre cose.

Quando ami qualcuno, lo ami per tutto. Anche per le cose più strane e particolari, perché sono proprie quelle le cose che meglio descrivono chi amiamo.
E io so bene di cosa parlo, perché Alessandra di cose strane e particolari ne ha diverse.
Alessandra è una donna così energica che un vulcano in eruzione, in confronto a lei, ha la stessa potenza di una pentola sul fuoco che stenta a bollire. Lei è grandiosa, riesce a fare la mamma, la compagna e la casalinga, e al contempo riesce a trovare il tempo per i suoi libri, le sue serie TV e lo sport. Dalla sua bocca non escono mai frasi come, sono stanca, per esempio, ma soltanto sorrisi.
Questa specie di supereroe, a metà strada fra Wonder Woman e Benedetta Parodi, che ho il privilegio di avere come compagna, ha però 

una di quelle stranezze che accennavo all’inizio: stravolge di continuo l’ordine delle cose presenti in casa. Mi spiego meglio: per esempio, la libreria che ieri si trovava accanto al divano, oggi è nel corridoio e domani chissà dove. Questo vale per tutto, dal portatovaglioli al cestino dei rifiuti, dal tavolo al ferro da stiro, dai quadri ai tappeti. Ovviamente, stesso dicasi per posate, bicchieri, pentole e alimenti… Insomma, proprio tutto.
Qualche giorno fa, non riuscivo a trovare il sale, avevo guardato ovunque, persino dentro il forno, negli stipetti, in frigorifero, ma niente. Era diventata una sfida: dovevo trovarlo senza chiederle nulla. Alla fine mi sono arreso e gliel’ho chiesto. Lo aveva messo nell’ultimo cassetto di un mobile dove prima c’erano i manuali di istruzione degli elettrodomestici. Un mobile che, al momento, si trova accanto alla porta, lontano dal piano cottura. Quasi in corridoio.Fino a quel momento non le avevo mai chiesto il perché di questo suo simpatico vezzo, e quando l’ho fatto mi ha risposto, candidamente, che lo fa perché altrimenti si stanca.
– Vedere le cose sempre nello stesso punto l’annoia, ha detto.
Questa mattina ha messo casa sottosopra, stavolta però è giustificata: è arrivato il momento del cambio di stagione. Quando ha finito, ho aperto l’armadio e l’ho richiuso all’istante. Ero terrorizzato come se fosse quello delle cronache di Narnia. I miei vestiti non c’erano più.
Poi ho aperto i cassetti del comodino e al posto delle mie mutande ho trovato le maglie che uso per andare in palestra.
Non le ho chiesto nulla, è stata lei a prendere il discorso.
– Amore poi ti devo spiegare dove sono i vestiti. Ha detto proprio così.
Io le ho sorriso e ho fatto di sì con la testa, mi sa che dovrò prendere appunti per non svegliarla alle sei del mattino, quando vado in palestra e preparo la borsa.
– Ho cambiato posto a qualcosina, per questo te lo devo spiegare. Altrimenti non trovi più niente.
– Ok, le ho risposto, poi me lo spieghi.
Non ho aggiunto altro, non voglio anticipazioni, anche se sono curioso di sapere dove sono finite tutte le mie mutande.
Magari, adesso, si trovano al posto del sale.

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