GaspareScimò

Amo Alessandra, i miei figli e scrivere. Il resto mi serve solo a far meglio queste tre cose.

Havana colora ed io la guardo.
Ha imparato a fare le stelle e ne disegna una grande “Sei tu papà” poi ne fa una piccina “e questa sono io. Vicino a te”.
Io mi sciolgo, non capisco più niente.
Poi, la matita rotola sul tavolo, cade per terra e la punta si spezza.
Dalla bocca le esce un’esclamazione con troppe zeta. 
“Può essere mai che ha detto quella parola?” Non posso stare con questo dubbio e le domando: “Havana, ma che hai detto?”
“Ozz.”
“Come il mago? Il mago di Oz?”
Lei abbassa la voce e mi sussurra: “No papà, come quella parola che non posso dire”.

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