GaspareScimò

Amo Alessandra, i miei figli e scrivere. Il resto mi serve solo a far meglio queste tre cose.

La camera da letto puzzava di notte: una disgustosa miscela dolciastra di crema idratante e sigarette.

Dormivano.
Ancora insieme.
Nello stesso letto.
Antonella, da una parte, aveva smesso di amarlo da diversi anni.
Marco, dall’altra, sperava che prima o poi la situazione si aggiustasse.

“Hai mangiato?”

“Sei stanco?”
“Stai attento.”
In queste tre frasi Antonella esprimeva i sentimenti che sopravvivevano nel rapporto con il marito.
Marco era diventato come una specie di figlio, un bambinone, a volte detestabile ma a cui era pur sempre legata da un matrimonio e da una vita che, bene o male, procedeva insieme.
Avevano rimandato da troppo tempo e quella notte sembrava fatta apposta per mettere le cose in chiaro.

Marco era sveglio e ad un certo punto decise di aprire gli occhi per guardarla.
Antonella era immobile.
“Mica la posso svegliare nel cuore della notte?” pensò.

Cercava di rubare all’oscurità i contorni del corpo di lei che adagio si spostava su un fianco voltandogli le spalle.
Non ricordava neppure l’ultima volta che erano stati insieme ma non aveva mai smesso di desiderarla.
Lo stesso desiderio che adesso lo stava terrorizzando.
Senza pensarci si spogliò e con estrema delicatezza cominciò ad avvicinare il suo corpo a quello della moglie.
Desiderio e paura accrescevano la voglia di sentirla ancora sua.
Di scatto Antonella si liberò nervosamente dalle coperte paralizzandolo.
“Sei sveglia?” bisbigliò Marco senza ricevere nessuna risposta.
La vista delle sue spalle lo incoraggiò a proseguire, gli sembrava che stesse attraversando il mondo intero per andare a rubare qualcosa che in passato gli apparteneva.

Finalmente le era talmente vicino da accarezzarla con il respiro; il cuore gli batteva fortissimo.
Completamente nudo la sfiorò come faceva anni prima, quando si amavano.
Istintivamente Antonella afferrò la coperta e come se dovesse spegnere un fuoco la spinse con forza sulla parte del corpo di Marco che l’aveva appena sfiorata, poì torno immobile nella stessa posizione di prima.
“Forse sta dormendo.” volle rassicurarsi Marco e per averne un qualche riscontro provò a coprirla.
Antonella si scoprì bruscamente dicendo: “ Sento caldo.” poi allungò la mano sul comodino, prese un fazzoletto di carta e cominciò a soffiarsi il naso.
Marco continuava a sperare. Era da anni che sperava quindi si avvicinò nuovamente.
Questa volta Antonella gli mise la mano sulla spalla e lo spinse con tutta la sua forza.
Marco tornò dalla sua parte, con infinita frustrazione si mise a pancia sotto e aspettando che quel desiderio abbandonasse il suo corpo, perdeva ogni speranza.
“Cosa c’è?” gli chiese Antonella con voce preoccupata.
“Niente. Più niente.”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: